5 motori di ricerca che non sono Google


(Foto: Edho Pratama /Unsplash)

Senza necessariamente dover arrivare all’assioma della madre di Zerocalcare per la quale Google è l’intero internet (“Non c’è più Google“), è pur vero che la concorrenza al motore di ricerca di The Big G è ridotta all’osso. Meglio parlare di alternative, che tendono a distinguersi per la promessa di riservatezza sui dati degli utenti e relativo tracciamento, ma non solo. Eccone cinque tra cui scegliere.

Lilo
Si tratta di un motore di ricerca che finanzia i progetti sociali. Come? Ogni volta che l’utente usa il motore di ricerca, vede i consueti link pubblicitari pertinenti, il che fa guadagnare il motore: nel caso di Lilo il 50% di quei profitti viene donato a progetti sociali e ambientali meritevoli (scelti, peraltro, dall’utente stesso). Funziona con le “gocce d’acqua“: una goccia d’acqua corrisponde a un punto che l’utente guadagna ogni volta che fa una ricerca e gli viene presentata una pubblicità. Quando decide di regalare le gocce d’acqua a un progetto, Lilo le trasforma in denaro ed effettua una donazione al progetto selezionato.

Lilo va installato sul proprio browser.

Qwant
Il motore di ricerca che rispetta la tua privacy“: così si presenta il motore di ricerca creato in Francia che ormai sta diffondendo la sua presenza in maniera importante (prevede di acquisire dal 5 al 10% del mercato europeo entro il 2021). La “Promessa pratica” che fa all’utente è di non installare alcun cookie, non conservare la cronologia delle ricerche, criptare tutte le richieste per evitare intercettazioni, criptare l’indirizzo IP, rispettare e tutelare il diritto all’oblio.

Ha anche creato Qwant Junior, dedicato ai bambini tra i 6 e i 12 anni e i loro genitori: filtra automaticamente i risultati ritenuti inadatti e propone una sezione chiamata “Didattica”, che raggruppa risultati provenienti da siti pensati per essere comprensibili ai più piccoli.

StartPage
Siamo un’azienda con l’ossessione per la privacy dal 2006“: buone premesse quelle di StartPage (Ixquick) che offre tra le sue funzionalità il Proxy, in modo che nessun indirizzo IP venga fornito all’esterno. In sostanza, attinge da Google (“Arricchito da Google” si legge accanto alla barra), ma protegge l’utente, garantendo anonimato, sicurezza e non condivisione dei termini di ricerca con terze parti.

Unbubble
Come promette il nome, l’intento di questo motore di ricerca tedesco è quello di farvi uscire dalla filter bubble. I risultati di solito sono proposti in base alle abitudini e ai gusti dell’utente, il che rischia di limitare la libertà dell’utente stesso. E allora, via di “Meta Search Engine”, cioè il meta motore che non chiede al web direttamente, ma chiede ad altri motori di ricerca per poi riassemblare i risultati nel modo più neutrale ed equilibrato che può.

DuckDuckGo
Antesignano della difesa della privacy prima degli scandali, DuckDuckGo è il motore di ricerca che promette di non tracciare gli utenti. “I tuoi dati non dovrebbero essere in vendita. Noi di DuckDuckGo, siamo d’accordo“: questo il messaggio di benvenuto della home, che offre anche un’estensione (nel caso di Chrome, per esempio) che consente all’utente di bloccare i tracker pubblicitari; mantenere privata la cronologia di navigazione e prendere il controllo dei suoi dati personali. Già nel 2015 DuckDuckGo aveva ottenuto delle buone performance, raggiungendo 3,25 miliardi di ricerche, il 74% in più rispetto all’anno precedente.


Fonte: WIRED.it

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